Esce in Italia l’ultimo romanzo di Michal Viewegh, il più famoso scrittore ceco vivente.
Esce in Italia l’ultimo romanzo di Michal Viewegh, il più famoso scrittore ceco vivente.
di Sergio Di Cori Modigliani
Praga resta una città di bellezza eccezionale e unica soprattutto
grazie alla sua storia ricchissima.
La vita nella Praga di oggi però non
si differenzia troppo da quella delle principali metropoli
dell’Europa occidentale –
abbiamo solo meno piste ciclabili, meno ristoranti
di qualità, più casermoni molto brutti e
un municipio molto più corrotto.
2). Lei è il più importante scrittore ceco di oggi,
conosciuto in tutta la
Boemia, che rapporto ha con l’occidente?
La prima parola che mi viene in mente è
“adeguato” o “equilibrato”.
In poche parole normale.
Quasi trent’anni della mia vita li ho trascorsi
in un rapporto con l’Occidente anormale, deformato:
fino al 1989 i comunisti non mi hanno permesso nemmeno
una volta di andare in
Europa occidentale, quindi mi sono dovuto
limitare a sognarla
e, di conseguenza,
l’ho ovviamente idealizzata. Era un rapporto poco sano,
incompiuto.
3). Se lei dovesse scegliere due o tre solide
colonne del pensiero
occidentale cui essere grati, quali sceglierebbe?
Se devo metterle a confronto con l’Oriente che conosco,
direi soprattutto un maggior
rispetto per la vita umana, un maggior rispetto
nei confronti delle donne, una maggiore
tolleranza per le opinioni diverse,
una maggiore libertà individuale.
4). Se noi euro occidentali dovessimo
scegliere due o tre solide
colonne del pensiero europeo
orientale, per quali motivi dovremmo
esservi grati?
A questo proposito la deluderò.
Sono uno scrittore semplice e
non Umberto Eco, racconto storie
poco complesse, quotidiane, non sono un
filosofo. Per me le colonne del pensiero orientale sono
Čechov, Tolstoj, le Maldive,
l’anatra alla pechinese e il riso al gelsomino. :-)
5). La bio-moglie è un testo esilarante che rivela,
nella sua dimensione sottostante,
l’immane difficoltà per il maschio, oggi, nel poter
comunicare con la femmina in maniera armonica,
perché è andata a finire così male?
Per secoli interi le donne sono state discriminate e oppresse,
quindi il processo di emancipazione
femminile che osserviamo ai nostri giorni
è naturale e comprensibile.
Secondo me il problema
consiste nel fatto che alcuni corsi per l’autorealizzazione
e alcuni movimenti femminili
militanti differenziano a tal punto la donna dall’uomo da
metterli alla fine l’una contro
l’altro. E spesso anche andando contro le caratteristiche
naturali delle donne e degli uomini.
Ovviamente non condivido le classiche opinioni maschiliste
tipo “il posto della donna è in cucina”,
ma d’altro canto continuo a credere che quando un uomo e
una donna ballano il tango sia
l’uomo a dover condurre la donna. A differenza di alcune
femministe ceche non credo
nemmeno che i versi del poeta ceco Halas “Signorina, mi dica
come riesce a non far tacere
gli orologi quando si spoglia” siano sessisti. E potrei
elencare molti altri esempi.
6). Secondo lei noi maschi post-moderni riusciamo a vivere
accettando l’idea che le
femmine potrebbero fare a meno di noi?
Scoprire che chi amiamo può fare a meno di noi, se non
addirittura dimenticarci
con facilità, fa sempre male.
A volte fa male al punto che,
con una tale consapevolezza, non si può continuare
a vivere come se nulla fosse.
L’epoca moderna, o se volete postmoderna,
non fa che
complicare le cose. Viviamo con ogni confort,
al calduccio, abbiamo tutto ciò
che desideriamo, abbiamo una pillola
per ogni problema fisico...
Non siamo più abituati al vero dolore.
7). Quali sono gli autori sui quali lei si è formato e
ai quali è più debitore?
Quando avevo vent’anni ho divorato affascinato
Tolstoj, Hemingway,
Thomas Mann, Bunin, Zweig –
accanto ad autori più dozzinali.
Mi piaceva quasi tutto. In seguito i miei gusti
letterari si sono
cristallizzati, ma esistono decine di
autori che mi piacciono e
non sono troppo favorevole a nominare
i primi cinque della classifica.
8). In un mondo ideale, perfetto, la coppia
esisterebbe sempre, secondo lei?
Evidentemente devo avere una limitata
capacità d’immaginazione perché non
mi viene in mente niente di meglio.
Che cosa propone lei? :-)
9) C’è un vecchio proverbio ebraico del talmud
che recita: “una femmina per un uomo
è troppo poco; ma due sono senz'altro troppe”...
è un paradosso che
secondo lei vale ancora oggi?
Certamente, per Berlusconi di sicuro.
Nel mio periodo alcolico e promiscuo
che è seguito al mio divorzio
ho però vissuto anch’io
in prima persona un paio di serate
in cui questo insegnamento talmudico
valeva senz’altro :-)
10). Abbiamo un futuro? Nel senso di...
è solo una crisi questa che stiamo
attraversando oppure è l’inizio
di un declino e noi europei
non vogliamo accettare l'idea perchè ci spaventa?


























Definizioni della lettura, Diritti della persona che legge e Doveri sociali
Attenti.
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Intervista esclusiva a Linden MacIntyre, autore de L’UOMO DEL VESCOVO, 










